1614491_10205239672061733_4137602538182434857_oIl bene di Trecate: resto convinto che non sia un concetto astratto o difficile da capire. Sull’inceneritore si è detto molto, forse troppo: ma ora che la conferenza dei servizi svoltasi in Provincia il 6 Novembre scorso ha respinto il progetto, si può tirare una riga e cercare capire che cosa sia successo.

Una società privata, la HWT di Rozzano, presenta un progetto in Provincia per realizzare a Trecate, in località Bellaria, un impianto di sterilizzazione/essicazione di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo con termovalorizzazione del combustibile da rifiuto da essi ottenuto. Gira la voce che si tratti di un piccolo impianto; quali e quanti rifiuti debba incenerire non si sa bene: sembra una sorta di forno da pizza dove verrebbero scaldati garze e cerotti.

Un Consigliere di minoranza inizia a occuparsene con una raccolta firme, il Presidente del Consiglio rassegna le proprie dimissioni per manifestare la contrarietà al progetto su cui la sua stessa maggioranza non prende una posizione netta: il Sindaco continua a tergiversare, sostenendo che esprimerà il proprio parere solo dopo aver ascoltato “le relazioni tecniche che saranno presentate alla Conferenza dei Servizi in merito al tanto discusso inceneritore. Solo allora, in sede ufficiale, potremo prendere posizione”. Non si capisce se l’obiettivo sia non dire come la pensa o deresponsabilizzarsi sperando che le decisioni vengano prese da altri.

Eppure, se non le relazioni – fra cui quelle di ARPA e ASL, ad esempio, che verranno effettivamente discusse solo in conferenza dei servizi –, almeno i documenti ci sono già: sono online sul sito della Provincia, tranquillamente consultabili da tempo da tutti i cittadini, amministrazione comunale inclusa, si intende. Consultare questi documenti, una notevole mole di analisi e planimetrie, è quello che faccio insieme al consigliere Capoccia: perché siamo convinti che argomenti seri vadano tratti con rigore e serietà ancora maggiori, evitando di fare sterili polemiche o di dire banalità del tipo: bruciare rifiuti inquina. Lo sappiamo tutti che inquina, quello che c’è da capire è se Trecate – come noi siamo convinti – sia un territorio che “ha già dato” abbastanza dal punto di vista ambientale, senza per questo banalizzare la difficoltà nel raggiungere il non facile equilibrio tra lavoro, inquinamento e opere di compensazione per i disagi che certe attività portano ai territori interessati.

In realtà pare che il “forno da pizza” per garze e cerotti sia in realtà una struttura che copre più di dieci volte il fabbisogno della Provincia di Novara: Trecate potrebbe trovarsi al centro di un “turismo dei rifiuti” che interesserebbe probabilmente altre province del Piemonte, della Lombardia e magari anche della Liguria. Quanti mezzi pesanti servano per trasportare le tonnellate di “rifiuti sanitari pericolosi” non vogliamo neppure immaginarcelo.

Rendiamo pubblico che, come emerge dalle carte della valutazione di impatto ambientale, il progettista della parte edile e direttore dei lavori è l’ing. Pier Paolo Almasio, che, dismessa la veste di progettista, è anche un autorevole esponente di quella stessa maggioranza che doveva effettuare le proprie valutazioni su questo progetto nell’esclusivo interesse di Trecate e dei trecatesi. Pur sapendo benissimo come non vi sia nulla di illegittimo nell’interesse del professionista, abbiamo voluto ricordare che quest’ultimo non può usare in alcun modo, né diretto né indiretto, la propria influenza politica per orientare le scelte dell’Amministrazione di cui fa parte. Anzi dovrebbe permetterle di esprimere le proprie valutazioni e scelte politiche nella più totale serenità. La risposta dell’ex-sindaco, ovviamente, è che “Al momento di accettare l’incarico ho informato immediatamente  di tale circostanza non solo il Sindaco ma l’intera maggioranza consigliare. Allo stesso tempo ho segnalato che non avrei preso parte a nessun momento di discussione o decisionale, né ad alcun contatto con la ditta in merito all’argomento trattato”.  Una risposta di cui prendiamo atto, anche perché qualsiasi comportamento diverso tenuto dal professionista non sarebbe stato scorretto solo da un punto di vista etico.

Nessuno si esime dal manifestare la propria posizione: c’è una lettera aperta a firma dei medici di base, dei pediatri e dei ginecologi. Si costituisce un comitato, apolitico e apartitico, cui va un mio personale e sentito ringraziamento per aver coordinato le ultime iniziative sull’inceneritore prima della conferenza dei servizi. Persino i Sindaci targati PD di alcuni Comuni limitrofi esprimono apertamente la propria contrarietà al progetto, l’unico che ancora si ostina a dire che deve aspettare le “relazioni tecniche” è il Sindaco di Trecate. Lo fa persino con dei manifesti e dei volantini con tanto di logo del Comune, diffusi nella Città, iniziativa sulla cui necessità continuo a nutrire ancora forti perplessità.

Il “colpo di scena” il 6 Novembre, alla conferenza dei servizi: intervengono tutti, ma proprio tutti, esprimendo forti criticità, tra cui ARPA, ASL, Acqua Novara-VCO. Finalmente interviene anche il Sindaco di Trecate, che si dice contrario al progetto.

Il NO, ne sono convinto, non è la vittoria di una parte politica: è una vittoria di Trecate, che ha saputo esprimere la netta contrarietà dei Trecatesi con voce univoca. Resto convinto che la posizione dell’Amministrazione sia stata fortemente influenzata dalle numerose iniziative portate avanti aventi come unico obiettivo il bene di Trecate. E a chi crede che questa dura opposizione sia stata portata avanti solo per visibilità, quasi fosse un anticipo di campagna elettorale, non posso che ribaltare la domanda: ha avuto peso nella decisione la sicura perdita di consenso che avrebbe subito il Sindaco se invece avesse detto “sì”?

Andrea Crivelli