Pochi giorni fa sono stati divulgati i dati dei reati commessi a Trecate: il più preoccupante è sicuramente quello relativo all’aumento dei furti in abitazione, cresciuti di circa il 60% dal 2013 al 2014. La sinistra trecatese ha minimizzato come al solito il problema, sottolineando la riduzione di altre voci e intanto facendo proclami sulle recenti iniziative che stanno attuando.

«La sinistra trecatese ha sempre cercato di negare il problema sicurezza – dichiara il Consigliere di minoranza Giorgio Capoccia – sin a partire dal 2011, quando nelle linee programmatiche sosteneva che i fenomeni di illegalità a cui prestare attenzione fossero “giovani, writers e coloro che disturbano la quiete pubblica”.  Frasi sconnesse e distanti dalla realtà, il cui senso è rimasto incomprensibile non solo a noi ma alla stragrande maggioranza dei trecatesi. Ancora nel corso del mandato, più volte il Sindaco aveva sostenuto che Trecate “pur non essendo un’isola felice”, non pare molto diversa da altre di simili dimensioni”. Come dire mal comune mezzo gaudio? Non ci sembra un approccio amministrativo serio. E soprattutto, con che coraggio oggi si presentano ai cittadini dicendo che oggi serve “un intervento straordinario con personale specializzato”? Hanno cercato di negare l’esistenza di un problema per anni, quando era meno complesso da affrontare, adottando un approccio inefficace e a dir poco superciale. E ora cercano di correre ai ripari… Non è un po’  tardi?»

«La sicurezza è per tutti noi un diritto primario – prosegue il Consigliere Andrea Crivelli – un tema da affrontare seriamente, parlando di ‎contenuti, non attraverso slogan o eventi-spot che servono più all’immagine che a produrre risultati reali. Per anni abbiamo sostenuto che il problema andava affrontato da due punti di vista, quello della sicurezza in senso stretto e quello della percezione della sicurezza, che è ancora più marcato nella nostra Città. Abbiamo sempre cercato di essere propositivi, tra i temi che abbiamo posto abbiamo chiesto fosse data priorità al controllo del territorio e delle residenze: noi trecatesi abbiamo il diritto di sapere chi abita nella nostra Città; servono più controlli per evitare la presenza di clandestini o di persone residenti altrove ma che vivono abitualmente a Trecate. Abbiamo chiesto più volte il potenziamento della videosorveglianza attraverso strumentazioni all’avanguardia e il ripristino dei pattugliamenti misti, facendo pattugliare insieme un vigile e un carabiniere: un’esperienza positiva iniziata durante l’Amministrazione di centrodestra. E crediamo che possano esservi anche esperienze positive di sicurezza partecipata: so di esperienze lodevoli maturate nel recente periodo e alcuni concittadini mi hanno chiesto informazioni su come il Comune possa collaborare con i tanti trecatesi vorrebbero dare una mano per rendere più sicura la propria città, incentivando queste iniziative e mettendole in stretto contatto con la Polizia Municipale. È una cosa che si può fare, ci sono esperienze positive analoghe in Italia ed è un fenomeno più diffuso all’estero, in particolare in Inghilterra e Stati Uniti».

«Stiamo affrontando la questione con un approccio serio e ponderato, studiando casi d’esempio e parlando di contenuti – concludono Crivelli e Capoccia –, sono certo che a breve potremo presentare ai nostri concittadini ulteriori proposte per rendere più sicura Trecate».

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