sindacochevorrei

Il centrodestra unito è una condizione fondamentale per la vittoria. Ma non basta.

La politica Trecatese è incancrenita ormai da anni in scontri personali, conflitti per occupare poltrone, delle deleterie guerre da bar. Nessuno degli attori principali di queste vicende è in grado di dare risposte adeguate: sono troppo impegnati nel farsi guerra l’un l’altro e non riescono a fornire con concretezza le necessarie so problemi della nostra città.

Lo dico perché non mi hanno mai appassionato le sfide sui nomi, soprattutto quando dietro di questi non vi sono proposte e contenuti realmente differenti: anzi, troppo spesso di idee, proposte e programmi non ne hanno proprio e nella politica locale vedono, forse, solo lo strumento per compiacere il loro smisurato e narcisistico ego.

Proprio per questo serve non solo coalizzare le principali forze politiche del centrodestra Trecatese, ma anche che guardino insieme nella medesima direzione, che decidano preventivamente su quale strada camminare e, soprattutto, verso quale direzione.

C’è bisogno di andare oltre gli slogan e voltare pagina, proponendo una visione alternativa di Trecate, un progetto realmente condiviso, di tutti noi Trecatesi, per tutti noi Trecatesi.

In un sondaggio, recentemente promosso anche attraverso Controcorrente, è emerso come le tre priorità più sentite dei Trecatesi siano: migliorare la sicurezza, risolvere i problemi legati all’eccessiva immigrazione e riqualificare il centro cittadino.

Da Trecatese, il Sindaco che vorrei mi direbbe come intende risolvere questi problemi, che voglia il controllo di vicinato e un sistema di videosorveglianza mirato al controllo del territorio (e non solo degli ingressi); che abbia il coraggio di dire che ci vuole la videosorveglianza nei parchi per evitare che le opere realizzate per i più piccoli vengano distrutte da qualche vandalo.

Da Trecatese, il Sindaco che vorrei dovrebbe avere il coraggio di dire che chi risiede da tanti anni nella nostra Città ha più diritto di essere aiutato di chi ci è arrivato ieri. Che abbia il coraggio di dire che a Trecate serve un controllo minuzioso sulle residenze, come ho chiesto per la prima volta in Consiglio Comunale anni fa.

Da Trecatese, il Sindaco che vorrei dovrebbe aver (già) avuto il coraggio di partecipare attivamente alla campagna contro l’inceneritore. E dovrebbe dirmi che era ha (già) avuto il coraggio di essere d’accordo con me e l’amico Giorgio Capoccia quando abbiamo fatto una campagna serrata, aiutati da tanti amici e commercianti, per tenere aperto il nostro centro e la nostra piazza, che sono il cuore della nostra Città. Un Sindaco che avrà il coraggio di favorire le soste brevi e non quelle a pagamento.

Il mese scorso, in un efficace articolo sulla prima pagina di Controcorrente il Direttore indicava nella speranza e nel modello ligure il percorso per vincere le Amministrative trecatesi, superando ogni personalismo. Un percorso che condivido completamente. Credo che, come in Liguria, persone stimabili e preparate dovranno accettare di farsi da parte per permettere di voltare pagina a Trecate e nello stantio panorama del centrodestra Trecatese. Dimostrando che amano più Trecate di loro stessi e del loro ego.

Ma per fare questo non basta la speranza, serve anche il coraggio. È questo il Sindaco che vorrei.

Andrea Crivelli