Tra le cose che mancano a Trecate – in particolar modo dopo la soppressione del vecchio “ChiamaTì” – è un servizio di trasporto urbano.

«In questi mesi di incessante confronto con i trecatesi, è una richiesta emersa molto spesso, acuita anche a seguito dell’eliminazione dei passaggi a livello, sostituiti da un sottopasso e un sovrappasso pressoché intransitabili per le biciclette, che restano uno dei mezzi più utilizzati dai trecatesi più anziani. Proprio per questo motivo per cui con il nostro gruppo di lavoro che si occupa di mobilità abbiamo analizzato la situazione e ipotizzato una proposta in grado di rispondere in modo efficace e sostenibile al problema» spiega Crivelli.

Si tratterebbe di un vero e proprio servizio urbano – e quindi in questo differente dal vecchio servizio – perché prevederà passaggi ad orari prefissati, come avviene nei centri di dimensioni maggiori, ipotizzando un passaggio ogni ora nelle zone più disagiate: «tra queste – precisa Crivelli – sicuramente pensiamo a Trecate Sud, ma anche alle zone più periferiche e senza mai dimenticare la nostra frazione di San Martino: chi vi abita non va trattato come un “trecatese di serie B” e ha diritto ad avere un livello di servizi adeguato, come il resto dei nostri concittadini».

Si tratta di una prima importante risposta ad un tema molto sentito, perché oltre a favorire chi è provvisto di un mezzo proprio, come tanti nostri anziani, potrà essere utilizzato anche da coloro che decideranno di lasciare a casa la propria automobile, dando un contributo personale ma importante per migliorare l’ambiente.

«Il servizio avrà caratteristiche semplici ma efficienti – conclude Crivelli – siamo fiduciosi di poterlo definire nel dettaglio nei primi sei mesi del prossimo mandato e di dare avvio al nuovo servizio già nei primi mesi del 2017. I trecatesi potranno finalmente essere “liberi di muoversi”».

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